Mercato Saraceno: tra i più antichi borghi della Romagna. Le origini

Mercato Saraceno: tra i più antichi borghi della Romagna. Le origini

Nel nostro marchio aziendale, proprio sotto Tenuta Casali, spicca la scritta Mercato Saraceno.

Non è solo un dettaglio insignificante. È piuttosto un segno tangibile del profondo legame che unisce i nostri vini alla terra da cui ne provengono le uve. Questa connessione è la nostra identità agricola, che comincia proprio da Mercato Saraceno e le sue colline intrise di storia, cultura e tradizione. Ma per comprendere appieno, dobbiamo fare un salto indietro, fino alle origini.

L’origine del nome di Mercato Saraceno

No, i Saraceni non c’entrano nulla con le origini del nostro paese, come potrebbe far pensare in un primo momento il nome “Mercato Saraceno”. Saraceno, in realtà, era un membro della nobile famiglia degli Onesti di Ravenna, che nel 1153 decise di creare un mercato in questo paese, sullo spiazzo vicino al fiume Savio dotato dell’unico ponte di passaggio tra Cesena e Bagno di Romagna. Ecco svelata, quindi, l’origine del nome di Mercato Saraceno!

Il mercato si tenne il 4 maggio e durò per dieci giorni: fu un successo clamoroso tanto che rimase l’unico mercato della vallata anche nei secoli seguenti. Nel corso del tempo Mercato Saraceno divenne un feudo degli arcivescovi di Ravenna, che la dotarono di castelli. Ambita dai Malatesta e dagli Ordelaffi per la sua posizione strategica, all’inizio del XVI secolo fu prima occupata per un breve periodo da Cesare Borgia, poi contesa dalla Repubblica di Venezia.

Un borgo operoso e dedito ai commerci

Mercato Saraceno divenne poi un dominio dello Stato Pontificio fino all’età napoleonica. Nel Dizionario Corografico dell’Italia (Prof. Amato Amati, ed. Vallardi – Milano 1869) si legge che “la sua popolazione di fatto, secondo il censimento del 1861, contava abitanti 5539” e che il “il suo territorio è montuoso e produttivo specialmente di castagne, ghiande e carbone: una buona parte è ricoperto da pascoli”.

Inoltre si attesta che il borgo “è cinto da mura, ha molti e buoni fabbricati, ed è abitato da una popolazione industre e commerciante. Al mercato del venerdì e nelle due annuali fiere, le quali hanno luogo ai 9 di settembre e al 15 di ottobre, si traffica di cereali, seta, canape e grosso bestiame”. Nel corso dell’Ottocento l’attività estrattiva dello zolfo stimolò la crescita demografica di Mercato Saraceno.

La vocazione vitivinicola di questa terra

Allo stesso tempo l’identità di Mercato Saraceno è fortemente connessa all’agricoltura e, in particolare, alla produzione vitivinicola. Se Albana e Sangiovese sono i due vitigni autoctoni romagnoli più famosi che possiamo trovare presenti da lungo tempo, è il Famoso l’uva più tipica di questa terra, perché la sua storia si intreccia proprio con la storia e la natura di questo spicchio di Valle del Savio (scopri di più).

Cosa vedere a Mercato Saraceno

Sono numerosi i luoghi ricchi di fascino da vedere durante una visita a Mercato Saraceno. Tra i principali spicca sicuramente la Pieve di Monte Sorbo, che dista 8 km dal centro storico e si raggiunge seguendo una bellissima strada panoramica. Nel borgo merita una visita Palazzo Dolcini, prima Casa del Fascio in provincia di Forlì-Cesena diventata poi Casa del Popolo nel corso degli anni successivi e oggi principale centro culturale. Il Ponte Vecchio, il Ponte del Barbotto e il Ponte dello Zingone hanno tutti una storia da raccontare, così come l’antico mulino già presente nel 1153 e trasformatosi nel corso dei secoli e diventato oggi un’abitazione privata.